Anni Sessanta del Novecento, un liceo torinese prima del Sessantotto

ScSec2-128Uno studente giobertino degli anni sessanta

(progetto di storia a. s. 2014-2015)

Un archivio vive delle fonti che già custodisce e che sono il suo prezioso nucleo originario ma anche delle acquisizioni con cui può essere progressivamente arricchito. L’accrescimento dei fondi è frutto di una precisa campagna di acquisti ma anche di donazioni, ritrovamenti, incontri fortuiti. Ovviamente, è più facile reperire documenti di stagioni recenti che tracce di storia passata. Di quali fonti scriviamo? In un archivio storico scolastico vi sono in primis registri di contabilità, pagelle dimenticate, verbali di riunioni; raramente vi sono registri personali, dettagliate relazioni sulla didattica e sul cursus honorum degli alunni. In tal modo, è difficile ricostruire le emozioni provate dai docenti, le delusioni e i riscatti degli studenti, la storia di un’élite torinese (operosa e borghese) che ha creduto e crede nella scuola generatrice di futuri adulti consapevoli e produttrice di cultura.
Dario Rei è un docente universitario torinese che ha frequentato da alunno il Gioberti ed è tornato al liceo nel 2015, in occasione delle celebrazioni per i centocinquanta anni della scuola. Ha fatto dono all’archivio storico di alcuni documenti (in copia ed in originale) relativi agli anni della sua formazione (1961-1963): alcune fotografie; una copia di un numero de “Il vitellone” (il giornalino giobertino del tempo); una memoria autobiografica, toccante e vivace, di alcune attività scolastiche e di tante iniziative extrascolastiche di quei mesi; grazie ad una pubblicazione che raccoglie saggi critici e pagine di biografia, il ricordo di Antonio Droetto, carismatico docente giobertino di filosofia di quell’epoca; un libriccino che testimonia iniziative di approfondimento storico (1962) con il coinvolgimento di tanti studenti liceali torinesi in seguito al celebrato centenario dell’unità italiana.
Su queste fonti si è subito lavorato. Le pagine, le immagini sono state analizzate dai ragazzi del Gioberti, la I D classico (a. s. 2014-2015), divisi per gruppi. Ogni gruppo ha realizzato un tassello di un puzzle che racconta la vita di uno studente d’inizio anni sessanta, di Rei che, nell’euforia degli anni del boom economico, studia con entusiasmo, senza nascondere interessi politici e piccoli atteggiamenti anticonformistici. Il sessantotto e la contestazione studentesca giobertina degli anni settanta non sono lontani. La I D classico l’ha capito bene; si è avvalsa di una ricca lezione introduttiva della dott.ssa Marinella Bianco sul valore degli archivi e su quello, in specifico, degli archivi scolastici (entrando a far parte così del progetto Ad, quello di Archididattica). Nel corso delle attività successive gli studenti hanno ricostruito un puzzle ed hanno vissuto un momento essenziale di dialogo educativo. Hanno recuperato il sapore di un’epoca – i primi anni sessanta –, di un periodo che è stato innocente e denso di promesse, come raramente è accaduto nella storia scolastica studentesca italiana.

Girolamo de Miranda
docente di filosofia e storia
liceo classico e linguistico statale
“Vincenzo Gioberti” di Torino

 

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